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	<title>Senza volo</title>
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	<description>Storie e luoghi per viaggiare con lentezza</description>
	<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 11:22:05 +0000</pubDate>
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		<title>Treni notturni addio, cancellato anche il Treno del Sole</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 16:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Frammenti]]></category>

		<category><![CDATA[Antonio Muñoz Molina]]></category>

		<category><![CDATA[Freccia della Laguna]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Ne rimangono solo dieci di treni che proseguono nella loro impresa di attraversare di notte l&#8217;Italia intera, di compierla in tutta la sua distanza come un guardiano che veglia le sue pecore o i suoi pochi averi alla sola luce della luna. Dalla Sicilia fino alle Alpi o verso la laguna di quel principio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1230" src="http://senzavolo.it/wp-content/uploads/2011/12/treninotturni1.jpg" alt="" width="300" height="216" /></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">&#8220;Ne rimangono solo dieci di treni che proseguono nella loro impresa di attraversare di notte l&#8217;Italia intera, di compierla in tutta la sua distanza come un guardiano che veglia le sue pecore o i suoi pochi averi alla sola luce della luna. Dalla Sicilia fino alle Alpi o verso la laguna di quel principio di Oriente che è già Venezia.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Dal dodici dicembre le ferrovie fermeranno anche il Treno del Sole, quello che </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">per andare fino a Torino </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">partiva da Palermo e da Siracusa, lì dove fu a lungo capostazione il padre di Elio Vittorini, Sebastiano, che in una sorta di vertigine letteraria del destino, proprio alla stazione, conobbe Rosa Quasimodo. </span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Verrà dismesso pure il Trinacria, il treno che partiva da Palermo e Siracusa per andare a Milano. E viene costretto a terminare la sue corse pure la Freccia della Laguna che andava dalle due città siciliane fino a Venezia.  Tutti treni questi che hanno segnato i destini di molti italiani che cercavano fortuna lì dove c&#8217;era l&#8217;industria e il lavoro.  Già il lavoro. Anche il lavoro, purtroppo, è stato dismesso.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Il destino dei treni notturni italiani è simile a quello di quasi tutti i convogli notturni d&#8217;Europa. Anche in Spagna, un paese per alcuni versi così simile al nostro, succede lo stesso. I treni notturni quasi non ci sono più. Non c&#8217;è più neppure il Malaga Madrid, treno che in qualche modo assomiglia ai nostri per quella sua natura di mezzo di trasporto che ha fatto viaggiare per lungo tempo le genti del sud verso il centro dell&#8217;economia.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Una volta il viaggio, anche a bordo di questo convoglio, si compiva di notte. Ci si addormentava poco dopo essere partiti e ci si svegliava quando il treno stava per arrivare alla meta. Nel mezzo c’era una notte lenta e leggermente mossa. Gli ulivi e le case bianche sotto il cielo buio, il rumore della ferrovia, l’ondeggiare lento della carrozza. Elementi che si intrufolavano nei sogni esili che prendevano vita nel segreto del sonno. Chimere, desideri, finzioni. Tutto partecipava all’ordito di quello che sarebbe potuto succedere nella capitale.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Lo scrittore spagnolo Antonio Muñoz Molina, originario di un piccolo paesino dell’Andalusia, scrive che in quella terra desertica e chiusa i treni notturni sono «il grande fiume che ci conduceva nel mondo e poi ci riportava a casa, le vie d’acqua che scorrevano nelle tenebre verso il mare o verso le belle città dove ci attendeva una nuova esistenza, più luminosa e autentica, più simile a quella promessa dai libri». </span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>In libreria:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788806192075/pace-federico/senza-volo-storie">Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace</a></span></p>
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		<title>Da Atene a Capo Sounion in pullman</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 11:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Frammenti]]></category>

		<category><![CDATA[Atene]]></category>

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		<category><![CDATA[Capo Sounion]]></category>

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		<category><![CDATA[tempio di Poeseidone]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;&#8230; L&#8217;autobus parte da Atene alle tredici e trenta e porta fino a Capo Sounion. Va diretto in quella punta di terra dell&#8217;Attica dove si trova il tempo di Poseidone. La leggenda dice che Capo Sounion sia il luogo dove Egeo, il re di Atene, si gettò dando vita al mare che poi prese il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1205" src="http://senzavolo.it/wp-content/uploads/2011/01/caposounion-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">&#8220;&#8230; L&#8217;autobus parte da Atene alle tredici e trenta e porta fino a Capo Sounion. Va diretto in quella punta di terra dell&#8217;Attica dove si trova il tempo di Poseidone. La leggenda dice che Capo Sounion sia il luogo dove Egeo, il re di Atene, si gettò dando vita al mare che poi prese il suo nome. </span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Passa Vouliagmeni, Varkiza e Lagonissi. E poi lungo le alte scogliere da cui si può vedere il Golfo Saronico e le Cicladi. Segue da vicino le coste dell&#8217;Attica e passa Glyfada. Julio Cortazar ha raccontato di essere andato da Atene a Capo Sounion dopo che un suo amico, Carlos Courau, gli aveva spiegato, nella sua abitazione di Parigi, come si arrivava in pullman fino a lì. Un mese dopo, quanto l&#8217;argentino andò in Graecia si accorse di quanto le cose fossero diverese da come se le era immaginate nel salotto parigino. Seppure era vero che il pullman era sgangherato, non somigliava per niente a quello che aveva visto nitidiamente, mentre l&#8217;amico gliene parlava.<br />
</span><br />
<span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">I luoghi hanno un legame segreto con la memoria. A noi, quel legame, non viene svelato fino a quanto siamo ormai lonatni. Fino a quando in un inatteso momento del presente i ricordi cominciano a riemergere dagli abissi del passato come palombari rimasti sotto acqua troppo tempo.<br />
</span><br />
<span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Dopo che il pullman intorno alle tre del pomeriggio è arrivato a Capo Sounion, dopo avere visitato il tempio di pietre porose eretto cinquecento anni prima che Cristo nascesse in terra di Palestina, mentre chi ci ha accompagnati rimane un po&#8217; distante a guardare ancora un po&#8217; l&#8217;infinito azzurro del mare, non si ha alcuna voglia di sapere cosa potremo ricordare quando si sarà lontani da questi posti. Ci si accontenta di vedere di spalle la nostra compagna di viaggio mentre, inconsapevole del nostro sguardo, sta con il capo rivolto verso il mare, si stringe nelle spalle e un brezza le fa rabbrividire d&#8217;improvviso la pelle&#8230;<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>In libreria:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788806192075/pace-federico/senza-volo-storie">Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Archivio:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://senzavolo.it/cat/frammenti">Leggi altri frammenti di viaggio</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Il sito delle compagnia di pullman Ktel:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ktelattikis.gr/routes.php" target="_blank">www.ktel.gr</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Distanza Atene Capo Sounion:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">68 chilometri </span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Prezzi biglietto bus da Atene a Capo Sounion:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">5 euro circa </span></p>
<p><span style="font-size: 3pt; font-family: Verdana; color: #eeebeb;"><a rel="me" href="http://technorati.com/claim/mtunnxidah">Technorati Profile</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>In treno da Berlino a Praga</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 17:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Viaggiare in treno]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;&#8230; Quanto ti metti in viaggio qualcosa si deposita sempre ai tuoi piedi. Come un dono o un cucciolo che raccoglierai e porterai con te. Può essere il fiume dei viaggiatori, come api impazzite, che s&#8217;agita nei meandri della moderna stazione centrale di Berlino (l&#8217;Hauptbahnhof). Il rossore disperato del viso di un ragazzino che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1193" src="http://senzavolo.it/wp-content/uploads/2011/01/berlinopragatreno-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">&#8220;&#8230; Quanto ti metti in viaggio qualcosa si deposita sempre ai tuoi piedi. Come un dono o un cucciolo che raccoglierai e porterai con te. Può essere il fiume dei viaggiatori, come api impazzite, che s&#8217;agita nei meandri della moderna stazione centrale di Berlino (l&#8217;Hauptbahnhof). Il rossore disperato del viso di un ragazzino che non vuole saperne di partire. Una mano che, d&#8217;improvviso, si alza per salutare. O la corsa di chi, sul ciglio del binario, vuole vedere di nuovo, anche solo per un istante, le linee familiari di un volto. Il colore di un abito lassù che s&#8217;agita verso i vagoni che portano verso la Friedrichstrasse. La solitaria arditezza di chi parte senza compagnia, l&#8217;eccitazione cameratesca dei gruppi e la confidenza antica delle coppie. Oppure una donna che, davanti a te, porta un bagaglio con la stessa pazienza con cui ciascuno, non appena uscito dall&#8217;isola dell&#8217;infanzia, apprende a sostenere le solitudini e le allegrie. </span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">L&#8217;EuroCity EC 173 parte da Berlino alle otto e quarantotto del mattino. Il treno  procede verso sud attraverso il Brandeburgo. Va verso il cuore della Boemia. Per andare da Berlino fino a Praga si impiegano quattro ore e trenta minuti. E&#8217; uno di quei viaggi lungo le vene profonde dell&#8217;Europa. Uno dei varchi segreti e intimi del Continente. Lungo questo stesso percorso hanno viaggiato uomini e donne. Chi è stato amato e chi è stato odiato. Chi è stato dimenticato e chi è divenuto parte di un&#8217;intera cultura. Dadaisti, scienziati, uomini in fuga. Pittori, ladri e donne innamorate. Ciascuno si è messo in moto per proprie ragioni. Quelli che, in migliaia, quando c&#8217;era ancora il muro, prendevano disperatamente i treni per la libertà per andare da Praga verso ovest. Il corridore Emil Zapotek che, nella sua solitaria ostinazione, si allenava in bici proprio nel tratto che separa Praga da Berlino. Anche Albert Einstein, lo scienziato dalle inattese e tempestose relazioni d&#8217;amore, prese questo treno. Nel 1912, quell&#8217;insolito pensatore, proprio tra Praga e Berlino, andò intessendo uno dei suoi più enigmatici rapporti con la cugina che poi sposò dopo qualche anno. E poi Franz Kafka, lo scrittore che venne a Berlino poco prima di morire. Per vivere con l&#8217;unica donna, le meno conosciuta di tutte, che sembrò potere amare, infine, di un amore maturo e completo. </span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Il treno prosegue verso la Sassonia. Aveva ragione l&#8217;amico, è bene scegliere un finestrino sul lato di sinistro della direzione di marcia. Il panorama è più bello ancora di quanto già non sia. Soprattutto quando, poco dopo le undici, hai superato Dresda. Quando la gran parte dei viaggiatori, tedeschi laboriosi, sono ormai lontani dai vagoni. Da qui il treno sembra quasi siglare un patto con il tortuoso andamento del fiume Elba. Alle undici e trentacinque si arriva a Bad Schandau. Tutto è verde, roccia e precipizi. Non è ancora mezzogiorno quando si è a Decin. In questi tratti ti perdi. Nelle gole dei canyon e nelle caverne. Lì dove emergono le tracce, e la vera memoria di un corpo, la Terra, che si trasforma in tempi lunghissimi e diviene, ai nostri occhi, puro paesaggio. Sofferto e meraviglioso. Uno spazio che, con una certa arditezza, diresti quasi etrusco. Poi alle 12 e 13 a Usti nad Labem nel cuore della Boemia settentrionale. I Monti Metalliferi in lontananza. C&#8217;è una donna anziana seduta qualche posto più in là. Il suo viso antico come la pietra. Il colorito della pelle. I rossori delle guance. La tristezza dello sguardo. Da queste parti, diverse volte, quando ancora era impiegato, veniva inviato Franz Kafka. Nei suoi diari e nelle lettere c&#8217;era tutto il fastidio per quei viaggi imposti dal lavoro che lo trascinavano lontano dalla sua tana e dal suo sé. Dalla scrittura. Anche il viaggio, pensi allora, può essere costrizione. Aberrazione. Divisione da sé. Fuori c&#8217;è la luce, il verde e la pietra. Il viaggio ti lascia ancora il tempo per qualche meraviglia, poi il treno infine arriva alla stazione di Praga Holesovice. E&#8217; da poco passata l&#8217;una e un quarto. Non sai ancora qual è  il cucciolo che ti sei chinato a raccogliere. Solo domani, o ancora più in là, lo scoprirai&#8230;&#8221;<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>In libreria:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788806192075/pace-federico/senza-volo-storie">Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Archivio:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://senzavolo.it/cat/frammenti">Leggi altri frammenti di viaggio</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Il sito delle ferrovie tedesche DB Bahn:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.bahn.co.uk/i/view/ITA/it/index.shtml">www.bahn.de</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Il sito delle ferrovie della Repubblica Ceca :</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://en.cd.cz/">www.cd.cz</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Fermate intermedie Berlino - Praga:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Berlino Hbf: 08:48;  Berlin Südkreuz: 08:55; Dresda Hbf 11:08; Bad Schandau 11:35; Decin: 11:54; Usti nad Labem: 12:13; Praga Holesovice: 13:16 </span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Prezzi biglietto ferroviario da Berlino a Praga:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Da 34 a 62 euro </span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>La composizione del treno EC 173 Vindobona  da Berlino a Praga:</strong></span><br />
<a href="http://www.vagonweb.cz/razeni/vlak.php?zeme=OeBB&amp;cislo=173&amp;rok=2010&amp;a=1&amp;lang=en">EC 173</a></p>
<p><span style="font-size: 3pt; font-family: Verdana; color: #eeebeb;"><a rel="me" href="http://technorati.com/claim/mtunnxidah">Technorati Profile</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>In viaggio sul Reno</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 15:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

		<category><![CDATA[Victor Hugo]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;&#8230;In quello spazio chiuso che è un battello, in quel circoscritto mondo di una nave, il tempo pare scorrere secondo regole insolite e chiama la personalità di ciascuno a rispondere alla sfida definita da quella costrizione.
Su di un fiume la sfida è meno esplicita, ci sono porti in cui si attracca ogni giorno, ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1179" src="http://senzavolo.it/wp-content/uploads/2011/01/reno-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">&#8220;&#8230;In quello spazio chiuso che è un battello, in quel circoscritto mondo di una nave, il tempo pare scorrere secondo regole insolite e chiama la personalità di ciascuno a rispondere alla sfida definita da quella costrizione.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Su di un fiume la sfida è meno esplicita, ci sono porti in cui si attracca ogni giorno, ci sono le escursioni, eppure quel luogo, come fosse una piccola gabbia dalle leggerissime e quasi invisibili sbarre, propone a ogni momento una sfida che pare ancora più sottile. E tanto più i confini di quel terrotorio sono ristretti, tanto più alta pare la sfida.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">La nave parte da Basilea alle sette di sera. Qui il Reno arriva disteso e tranquillo. Tra la sorgente e il Lago di Costanza è sceso di quasi mille e cinquecento metri ed è precipitato nelle Cascate di Sciaffusa. Dalla città svizzera il Reno piega verso nord e scivola nella Fossa Renana. Tra i Vosgi e la Foresta Nera lungo il confine franco-tedesco. Poi le pianure dell&#8217;Alsazia&#8230; </span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">&#8230; Al secondo giorno di viaggio si arriva a Strasburgo. La prima nave a vapore che ha navigato sul Reno fu la Caledonia che nel 1817 raggiunse Coblenza. Lo scrittore Victor Hugo viaggiò con Juliette Drouet sul grande fiume per tre volte tra il 1838 e il 1840. Mentre scriveva le memorie di viaggio, lo scrittore appuntava anche dei disegni.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Nello spazio circoscritto del battello si trovava a fare i conti, forse ancor più che altrove, con il proprio io che gli si parava davanti continuamente. Arrivò a dire di volersi liberare di “quest&#8217;erbaccia dell&#8217;io che spunta ovunque dalla penna”.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">I batteli delle crociere odierne, lunghi più di cento metri e larghi non più di undici, tendono a scivolare dudante la notte con l&#8217;intenzione di mutarsi in una sorta di alberghi nautici che vanno a non più di dieci nodi. Di giorno le soste sono più frequenti. Quando si sta sopra coperta, lo spazio è aperto, lo sguardo può girarsi ovunque, ma la nave stessa a offrire una spcie di inganno&#8230;”</span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>In libreria:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788806192075/pace-federico/senza-volo-storie">Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza (F.Pace)</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Archivio:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://senzavolo.it/cat/frammenti">Leggi altri frammenti di viaggio</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Trasporti :</strong> <a href="http://www.lueftner-cruises.com/en/home.html" target="_blank"></a><a href="http://www.lueftner-cruises.com">Il sito della compagnia Lueftner</a><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.viking-flusskreuzfahrten.de/" target="_blank">Il sito della compangia Viking Cruise </a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Partenza e Arrivo :</strong> da Basilea a Dusseldorf<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"> </span><em><span id="main" style="visibility: visible;"><span id="search" style="visibility: visible;"><em></em></span></span></em></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>La distanza :</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">284 miglia nautiche (527 chilometri)</span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Quanto tempo :</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Tre giorni, diciotto ore e trenta minuti</span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>LETTURE E VISIONI:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788836513802/hugo-victor/reno-romantico.html">Reno romantico di Victor Hugo </a></em></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><em><a href="http://www.artecontemporanea.com/franco-vaccari-viaggio-sul-reno-settembre-1974/">Viaggio sul Reno di Franco Vaccari</a></em></span><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><em><a href="http://www.ibs.it/dvd/8032700994626/heimat-cronaca-una/edgar-reitz.html"></a></em></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><em><a href="http://www.ibs.it/dvd/8032700994626/heimat-cronaca-una/edgar-reitz.html">Heimat 3, cronaca di una svolta epocale di Edgar Reitz</a></em></span></p>
<p><strong><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">YOUTUBE:</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Bernstein dirige il secondo movimento della Sinfonia numero 3 di Robert Schumann :<br />
</span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="345" height="230" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3u98j5DBE8k?fs=1&amp;hl=it_IT" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="345" height="230" src="http://www.youtube.com/v/3u98j5DBE8k?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><span style="font-size: 3pt; font-family: Verdana; color: #eeebeb;"><a rel="me" href="http://technorati.com/claim/mtunnxidah">Technorati Profile</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da Oslo a Bergen in treno</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 11:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
		
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&#8220;&#8230; C&#8217;è sempre un piccolo seme sotto una fitta coltre di neve. Forse neppure lo sai quando poco dopo le otto del mattino comincia a pulsare il battito del treno sul binario della Sentralstatjon di Oslo. Ti prepari ad affrontare con stupore e pazienza queste distese infinite, il contrarsi dello spazio tra il nero dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1160" src="http://senzavolo.it/wp-content/uploads/2010/12/oslo-bergen-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">&#8220;&#8230; C&#8217;è sempre un piccolo seme sotto una fitta coltre di neve. Forse neppure lo sai quando poco dopo le otto del mattino comincia a pulsare il battito del treno sul binario della Sentralstatjon di Oslo. Ti prepari ad affrontare con stupore e pazienza queste distese infinite, il contrarsi dello spazio tra il nero dei tunnel e l&#8217;esplosione della luce. Tra Oslo e Bergen ci sono cinquecentoventi chilometri e quasi duecento gallerie. E la neve. Soprattutto la neve. Prima che venisse costruita questa ferrovia ci si impiegavano più di cinquanta ore per andare da una città all&#8217;altra. Te lo ha raccontato qualcuno mentre te ne stavi rilassato sopra un divano di un&#8217;abitazione confortevole come può esserlo solo un&#8217;abitazione quando fuori c&#8217;è il gelo più inospitale che hai mai sentito. Questa mattina per andare verso ovest, per andare dalla capitale fino al porto che guarda l&#8217;Oceano, impiegherai poco meno di sette ore. Sette ore di silenzio e neve.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Hai passato Drammen, verso sud, poi Hokksund e Vikersund. Non ci sono molti passeggeri. Una ragazza, precipitata nell&#8217;abisso del suo io, tiene gli occhi chiusi. Ascolta della musica da un iPod. Dopo qualche istante che la osservi, con la stessa colpevolezza di chi si sa non visto, le labbra si addolciscono in un sorriso. Ti chiedi quale possa essere la musica in cui sta cercando rifugio, quali le cose che intravede dietro le palpebre chiuse. Ti togli i guanti e stringi i pugni per provare a scaldare le mani. Al di là del finestrino c&#8217;è lo spazio e il tempo per immaginare i viaggi degli ingegneri che, prima ancora che arrivasse il Novecento, vennero mandati in spedizione per capire se quella di costruire la ferrovia non fosse davvero una follia. In questo stesso vuoto spazio, i loro passi, andati nel tempo e nel ghiaccio, quelle attese nel chiuso di una stanza. Il mondo addormentato dell&#8217;inverno. Il silenzio ovunque dei fiocchi della neve.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Arrivi a Honefoss che non sono neppure le dieci ed è allora che il treno comincia a salire.  Ora ancora il palpitare delle motrici, la neve e il silenzio. Lo stesso silenzio che immagini possa aver colpito a fondo, in un fondo nuovo  e inatteso, quasi indicibile, negli anni che furono, Henrik Ibsen, il drammaturgo norvegese che visse a Bergen e a Oslo. Deve di certo aver percorso questa linea. E si deve essere fermato a pensare. A socchiudere gli occhi. E ad ascoltare il silenzio. In una delle sue ultime opere, in quel dialogo che si scambiano i due protagonisti, alla donna che rimprovera l&#8217;uomo di avere dormito per tutto il tempo durante un viaggio in treno, l&#8217;uomo, il professor Ruberk risponde: </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">«</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Non proprio. Mi accorsi di quanto silenziose diventavano quelle piccole stazioni. Ascoltavo il silenzio. Come te, Maia.</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">»</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Prima Fla, poi Nesbyen, Gol e Al. Ora, quando sono passate le undici e mezza, hai già quasi compiuto la metà del viaggio. Il treno è salito a più di quattrocento metri di altitudine ma i binari  salgono ancora e arrivi a Geilo. E&#8217; quasi montagna. Su qualche giornale hai letto di quel duo americano, i Beach House, a cui qualcuno ha chiesto di scrivere una canzone su questo viaggio che taglia la Norvegia da una sponda all&#8217;altra. Hai cercato il file di quella canzone e l&#8217;hai scaricato. Mentre fai partire la musica, ti capita di nuovo di guardare la ragazza che sta ancora raccolta dentro di sé. Diresti che somiglia a una giovanissima Ingrid Bergman. Quasi ti preoccupi a vederla ancora così. Non riesci a immaginare, neppure questa volta, quale sia la ragione del suo viaggio. I suo occhi chiusi sono il confine che non riesci a valicare.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Da Geilo si sale per altri seicento metri verso la vetta massima. Il mondo, per come l&#8217;hai conosciuto, sembra adesso troppo lontano e remoto. Ma hai la sensazione che qui le cose stiano mutando. Hai la sensazione di non avere ancora avuto il tempo necessario per capire davvero. Arrivi a Ustaoset, quasi mille metri, poi Haufastorl, e infine Finse. E&#8217; quasi mezzogiorno e mezzo. Sei a 1222 metri sul mare, e a 324 chilometri da Oslo. Nella più alta stazione ferroviaria della Norvegia. Qui ci puoi arrivare solo in treno. D&#8217;estate, mi dice uno, anche in bici. Forse, in un giorno che verrà, ci potrai provare. C&#8217;è il ghiacciaio Hardangerjøkulen e la sua vastità imponderabile. Ascolti di nuovo la voce di Victoria Legrand. C&#8217;è una sorta di ipnotica forza nelle sue parole. Ti entrano piano dentro. </span><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">«</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">We were sleeping till, you came along. With your tiny heart. You let us in the wooden house. To share in all the wealth. Don&#8217;t you know it&#8217;s true?</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">».</span><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;"> Solo dopo, comincia a pronunciare la parola <em>Norway</em> come fosse un&#8217;epifania inattesa o un richiamo addolorato di un bimbo.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Si torna a scendere. Ecco Hallingskeid, poi Myrdal. La discesa si fa ripida e stupefacente. Nulla però scuote la ragazza che rimane come una sirena, poggiata sul fondale del suo oceano. Mi sporgo ancora senza curami se potrò bagnarmi in queste acque gelide. Poi Upsete e Mjolfjell.  Si scende ancora, in soli trenta chilometri, quasi seicento metri di dislivello. Si ha quasi la sensazione che il rebus di questo viaggio stia trovando, da sé, la soluzione. Si arriva a  Voss, poi Dale e Ana. Sono quasi le tre e Bergen è ormai vicina. E&#8217; allora che la giovanissima sirena, per la prima volta, dischiude i suoi occhi.</span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>In libreria:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788806192075/pace-federico/senza-volo-storie">Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Archivio:</strong><br />
<a href="http://senzavolo.it/cat/frammenti">Leggi altri frammenti di viaggio</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Il sito delle ferrovie norvegesi NSB:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.nsb.no/home/">www.nsb.no</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Orari Oslo Bergen:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.nsb.no/timetables/download_timetables/download-timetable-article34860-2747.html">Orari invernali e estivi</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Fermate intermedie Oslo - Bergen:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Oslo: 08:11; Hønefoss: 09:38; Nesbyen 10:46; Geilo 11:45; Finse: 12:25; Myrdal: 12:53; Voss: 13:43; Bergen 15:52 </span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Prezzi biglietto Oslo Bergen:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Da 199 corone norvegesi a 788 corone norvegesi </span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Letture e visioni:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788817029025/ibsen-henrik/drammi-moderni.html"><em>Drammi moderni</em> di Henrik Ibsen</a></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/dvd/8033433411299/bent-hamer/mondo-di-horten.html">Il <em>mondo di Horten</em> di Bent Hamer</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>YouTube:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Il video di Norway<em> dei Beach House</em> </span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="345" height="230" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nkRRj_XGmL8?fs=1&amp;hl=it_IT" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="345" height="230" src="http://www.youtube.com/v/nkRRj_XGmL8?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<span style="font-size: 3pt; font-family: Verdana; color: #eeebeb;"><a rel="me" href="http://technorati.com/claim/mtunnxidah"><br />
</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>YouTube:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Un estratto di un documentario sul percorso Bergen - Oslo trasmesso alla tv norvegese</span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="345" height="230" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Ql2qXpNVTjw?fs=1&amp;hl=it_IT" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="345" height="230" src="http://www.youtube.com/v/Ql2qXpNVTjw?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<span style="font-size: 3pt; font-family: Verdana; color: #eeebeb;"><a rel="me" href="http://technorati.com/claim/mtunnxidah">Technorati Profile</a></span></p>
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		<title>In treno da Madrid a Valencia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
&#8220;&#8230;Partirò poco dopo le otto del mattino dalla stazione Chamartin di Madrid. Il treno sarà un Alaris della Renfe. E andrò, in questo inverno, verso il mare. Passerò, forse senza accorgermene, le acque del Tago e andrò verso le «pianure aride e desolate» della Mancia.
Mi perderò ancora una volta nella scala a chiocciola della lingua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1130" title="madridvalenciatreno" src="http://senzavolo.it/wp-content/uploads/2010/01/madridvalenciatreno-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><br />
&#8220;&#8230;Partirò poco dopo le otto del mattino dalla stazione Chamartin di Madrid. Il treno sarà un Alaris della Renfe. E andrò, in questo inverno, verso il mare. Passerò, forse senza accorgermene, le acque del Tago e andrò verso le «pianure aride e desolate» della Mancia.<br />
Mi perderò ancora una volta nella scala a chiocciola della lingua di queste terre. Resterò stregato dalle labbra di una donna che, in risposta a una domanda su orari e destinazioni, comincerà a parlarmi di «<em>trenes que llegan a estos destinos</em>».<br />
Starò ancora a cercare un punto lontano nell&#8217;orizzonte, quando sarò arrivato, verso le undici, alla stazione di Albacete. Ascolterò i sentieri tortuosi delle parole percorsi dai compagni di viaggio poco distanti da me e mi accorgerò, di nuovo, che il castigliano è un intero paesaggio che io osservo affacciato da una finestra della mia mente. Ad ogni parola-abisso, continuerò ancora, a provare una vertigine che mi farà continuare a intravedere qualcosa anche dove (forse) non c&#8217;è (più) nulla.<br />
Non avrò neppure bisogno di un incontro notturno inatteso per sobbalzare di sorpresa e timore come avveniva a Vicente Blasco Ibáñez, nel racconto <em>El parásito del tren</em> quando, nel riannodare la storia, osservava «<em>los postes telegráficos como pinceladas amarillas sobre el fondo negro de la noche</em>». E per una volta, non mi accorgerò nemmeno delle pale delle torri per l&#8217;energia eolica e di tutte le case e delle vite che mi scorrerrano davanti.<br />
Sarò fremente e irrequieto all&#8217;arrivo. Per la natura del destino che starà nascosto nelle linee del tuo volto, a volte enigmatico, a volte aperto e lieve. Per il sollievo che, insieme, cercheremo nell&#8217;ultima onda del mare&#8230;&#8221;.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>IN LIBRERIA:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788806192075/pace-federico/senza-volo-storie"><em>Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza</em> di Federico Pace</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Archivio:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://senzavolo.it/cat/frammenti">Leggi altri frammenti di viaggio</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>ORARI E TRENI:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.renfe.es">Il sito della compagnia ferroviaria spagnola Renfe</a></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.albacity.org/horarios/tren/horario-madrid-valencia.htm">I prezzi e gli orari da Madrid a Valencia</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>PAROLE E NOTE TRA MADRID E VALENCIA:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.gutenberg.org/files/27736/27736-8.txt">Il racconto <em>El parásito del tren</em> di Vicente Blasco Ibáñez (nella raccolta <em>La condenada</em>)</a></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=cj_OuLjTZuI"><em>Quedó en Valencia</em> di José María Cano</a></span></p>
<p><span style="font-size: 3pt; font-family: Verdana; color: #eeebeb;"><a rel="me" href="http://technorati.com/claim/mtunnxidah">Technorati Profile</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>A piedi nella Foresta Nera: da Pforzheim a Basilea</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 13:18:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Baden-Württemberg]]></category>

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		<category><![CDATA[Werner Herzog]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;&#8230; Non sempre si riesce a dire quel che si prova. In alcuni casi però, anche poche parole, possono bastare. Mark Twain, nel corso del viaggio che compì in Europa dalla Germania fino all&#8217;Italia, ammise, dopo averla attraversata a piedi, che non era possibile descrivere la Foresta Nera. Né si poteva dire quel che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://senzavolo.it/wp-content/uploads/2009/10/forestaneradef.jpg" alt="" title="" width="380" height="274" class="aligncenter size-full wp-image-1099" /><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><br />
&#8220;&#8230; Non sempre si riesce a dire quel che si prova. In alcuni casi però, anche poche parole, possono bastare. Mark Twain, nel corso del viaggio che compì in Europa dalla Germania fino all&#8217;Italia, ammise, dopo averla attraversata a piedi, che non era possibile descrivere la Foresta Nera. Né si poteva dire quel che si provava all&#8217;interno di quella natura che racchiude ogni cosa.<br />
Poi, nel tentativo di chiarire meglio, disse che quando vi si cammina dentro, si prova un&#8217;emozione complessa che ha che fare con un senso di appagamento, con un&#8217;allegra contentezza infantile e un senso di remota profondità.<br />
Da Pforzheim, la &#8220;città dell&#8217;oro&#8221;, dello stato del Baden-Württemberg, prende il via il Westweg, ovvero il sentiero occidentale che, in undici tappe, taglia da nord a sud quell&#8217;ultimo residuo di selva che un tempo copriva una ben più ampia parte dell&#8217;Europa&#8230;<br />
Nel novembre del 1974 l&#8217;allora ventottenne Werner Herzog, il regista tedesco nato vicino a Monaco di Baviera, attraversò a piedi questa affollata terra di abeti. Per lui non era insolito percorrere lunghe distanze affidandosi alla sola forza delle proprie gambe&#8230;&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>In libreria:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788806192075/pace-federico/senza-volo-storie">Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Archivio:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://senzavolo.it/cat/frammenti">Leggi altri frammenti di viaggio</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Foresta Nera e turismo:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.blackforest-tourism.com">www.blackforest-tourism.com</a><br />
<a href="http://www.westweg.de">www.westweg.de</a><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Letture e visioni:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788877467096/herzog-werner/sentieri-nel-ghiaccio.html"><em>Sentieri nel ghiaccio</em> di Werner Herzog</a></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.amazon.co.uk/Innocents-Abroad-Penguin-Classics/dp/0142437085/ref=sr_1_2?ie=UTF8&#038;s=books&#038;qid=1255874240&#038;sr=1-2"><em>The Innocents Abroad</em> di Mark Twain</a></span></p>
<p><span style="font-size: 3pt; font-family: Verdana; color: #eeebeb;"><a rel="me" href="http://technorati.com/claim/mtunnxidah">Technorati Profile</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>In treno da Roma a Viareggio</title>
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		<comments>http://senzavolo.it/in-treno-da-roma-a-viareggio#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 10:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
&#8220;&#8230; Anche in ottobre, con un treno, si può andare verso il mare. Si può partire al mattino e mettersi alla sinistra il Tirreno e alla destra le ampie distese di verde della campagna grossetana. Risalire la via Aurelia. Come aveva fatto persino Ingrid Bergman quando, impaurita del volo inspiegabile degli aerei, preferì prendere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1091" src="http://senzavolo.it/wp-content/uploads/2009/10/romaviareggiotreno.jpg" alt="" width="380" height="274" /><br />
<span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;">&#8220;&#8230; Anche in ottobre, con un treno, si può andare verso il mare. Si può partire al mattino e mettersi alla sinistra il Tirreno e alla destra le ampie distese di verde della campagna grossetana. Risalire la via Aurelia. Come aveva fatto persino Ingrid Bergman quando, impaurita del volo inspiegabile degli aerei, preferì prendere un treno per andare al Festival del cinema di Cannes. Gli inglesi pensano che questo tratto ferroviario sia tra i più belli d&#8217;Europa. Difficile dargli torto.<br />
Passi Civitavecchia, le lagune di Orbetello. Prima levante e poi ponente. Il golfo di Talamone. Poi Grosseto. In queste grandi distese un tempo venivano a lavorare, tra gli altri, gli abruzzesi che fuggivano dalla miseria dell&#8217;altopiano delle Rocche tra Ovindoli e Rocca di Mezzo. I più piccoli, quelli che avevano otto o dieci anni, venivano fino a qui scalzi, per non consumare le scarpe, e finivano per fare gli spaventapasseri. Ora qualche uccello nero sorvola rapido i campi.<br />
Poi il treno passa Follonica. La riserva naturale di Poggio Tre Cancelli, il Parco di Montioni e si riavvicina al mare. Ecco Cecina. L&#8217;autunno che arriva, osservato da questo vagone di treno, non ha le sembianze minacciose, cupe e ingrigite che spesso altrove mostra senza remore. La luce e una certa serenità dei mattini trascorsi vicino all&#8217;acqua marina. Le gallerie. La luce e il buio.<br />
In uno di questi intervalli si schiude una specie di incanto luminoso. Sono le anse di Castiglioncello. Angoli di luce, mare e terra. Spiragli spettacolari che fuggono sulla superficie del finestrino. Ecco Livorno. Poi un piccolo laghetto con delle cabine in legno. Una staccionata. Un contadino che zappetta il suo terreno. Poi Pisa. Infine Viareggio e il mare&#8230;&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>In libreria:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788806192075/pace-federico/senza-volo-storie">Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Archivio:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://senzavolo.it/cat/frammenti">Leggi altri frammenti di viaggio</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Orari e prezzi Roma Viareggio:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://trenitalia.it/">Il sito delle Ferrovie Italiane</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Le fermate intermedie tra Roma a Viareggio:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Roma Termini (7:58), Civitavecchi (8:42), Orbetello-Monte Argentario (9:18), Grosseto (9:36), Follonica (9:57), Cecina (10:20), Livorno Centrale (10:40), Pisa Centrale (10:57), Viareggio (11:15) </span></p>
<p><span style="font-size: 3pt; font-family: Verdana; color: #eeebeb;"><a rel="me" href="http://technorati.com/claim/mtunnxidah">Technorati Profile</a></span></p>
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		<title>Da Londra alle Highlands: in treno con il Caledonian Sleeper</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 12:14:04 +0000</pubDate>
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&#8220;&#8230; Un viaggio, che sia in treno o in nave, a piedi o in bicicletta, ti seduce, quando seduce ed eccita, non solo il tuo corpo, non solo quando acuisce la percezione che hai dei suoni, dei colori, dei profumi, ma anche quanto seduce ed eccita tutta la tua immaginazione, quando comincia a popolare ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://senzavolo.it/wp-content/uploads/2009/09/londrafortwilliam.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1070" title="londrafortwilliam" src="http://senzavolo.it/wp-content/uploads/2009/09/londrafortwilliam.jpg" alt="" width="380" height="274" /></a><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><br />
&#8220;&#8230; Un viaggio, che sia in treno o in nave, a piedi o in bicicletta, ti seduce, quando seduce ed eccita, non solo il tuo corpo, non solo quando acuisce la percezione che hai dei suoni, dei colori, dei profumi, ma anche quanto seduce ed eccita tutta la tua immaginazione, quando comincia a popolare ogni singola particella della tua immaginazione, quando raggiunge le vette e gli abissi dei tuoi intimi pensieri. Un viaggio su un treno notturno, per qualche sortilegio, sembrano riuscirci più di ogni altro.<br />
Eravamo a Londra. In un bar. Quando eravamo entrati ci eravamo fatti notare per l’ampia manovra con cui cercammo, senza immediato successo, di chiudere il nostro grande ombrello colorato di un rosso vivace. Poi era toccato a noi essere attratti da una figura. Dapprima il tipo ci aveva colpiti per l’eleganza della posa, per i suoi abiti, per la sua solitudine tranquilla. E quel suo sguardo perduto verso la strada che risaliva la fuga verso la cattedrale di Saint Paul. C’è sempre un momento in cui la seduzione compie i suoi primi passi. Così ci eravamo seduti vicino a lui posando, senza fare rumore, le nostre tazze di tè. Lui con un accento scozzese ci aveva salutati. Qualche minuto dopo, prese a chiederci da dove arrivavamo. Ad essere precisi, io e la mia compagna, eravamo appena scesi da un trenino preso ad Oxford. Gli avevamo cominciato a raccontare di una nostra certa predilezione per le ferrovie, della avversione per gli aerei e per tutto quello che si stacca aerodinamicamente da terra. Mentre ascoltava, l’uomo continuava a guardare di fuori. Solo un lieve movimento del capo ad annuire.<br />
Se non fosse che, appena aveva ascoltato la parola <em>&#8220;train&#8221;</em>, il suo volto si era come dischiuso e illuminato. Come se avessimo indovinato la combinazione segreta di una cassaforte. Aveva sorseggiato ancora il suo tè. E così ci aveva cominciato a raccontare di quella volta che aveva preso il treno cha da Londra arriva fino a Fort William, nelle Highlands scozzesi. Il treno è il Caledonian Slepeer, ci aveva detto. E’ uno degli ultimi treni notturni che circola in Gran Bretagna. Memoria, anche il treno, sopravvissuta ai tempi andati. Un convoglio della ScotRail, la compagnia ferroviaria scozzese. Si parte la sera e si arriva al mattino. Io su quel treno, aveva detto d’un tratto, ho trovato una sorta di insolita felicità (<em>&#8220;a sort of unusual happiness&#8221;</em>). Ma poi si era subito ritratto. Non aveva voglia di raccontare altro. Da quel suo modo di stare a guardare fuori ci sembrava di intuire che quella felicità era perduta, e come tale, sembrava a lui, ma anche un po’ a noi, che gli sedevamo di fianco, ancora più preziosa. Non osammo chiedere altro e intanto, anche noi cominciavamo a guardare di fuori inseguendo chissà quale orizzonte. Aspettavamo che fosse lui a raccontare qualcosa di più. A dirci di quella felicità, a svelare la forma e la durata di quella luce trovata su un treno.<br />
Aspettammo invano. L’unica cosa che potemmo fare, qualche giorno dopo, fu quello di avviarci alla stazione di Euston. Verificare che quel treno partisse ancora. Scoprire gli orari (partenza alle 21 e 16 da Londra e arrivo a Fort William alle 9 e 54: in tutto dodici ore e trentotto minuti). Informarci sui prezzi (si andava da un minimo di 62 sterline fino a un massimo di oltre 200 sterline). Ecco avevamo tutto. Di ritorno, verso l’albergo, sapevamo già che il giorno successivo sarebbe stato difficile resistere alla tentazione di provare a ripercorrere la traiettoria misteriosa dello sguardo di quell’uomo elegante…&#8221;.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>IN LIBRERIA:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788806192075/pace-federico/senza-volo-storie">Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Archivio:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://senzavolo.it/cat/frammenti">Leggi altri frammenti di viaggio</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Compagnia ferroviaria scozzese:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.scotrail.co.uk">Il sito della ScotRail, Scotland’s Rail  www.scotrail.co.uk</a><br />
<a href=" http://www.scotrail.co.uk/caledoniansleeper/index.html">Il sito del Caledonian Sleeper </a><br />
<a href="http://www.casa.ucl.ac.uk/andy/qt/Euston.html">La stazione ferroviaria di Euston a Londra </a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Orari e viaggi del Caledonian Sleeper:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.scotrail.co.uk/sites/files/Sleeper%20Timetable%2009.pdf">La timetable della Scot Rail</a></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href=" http://www.scotrail.co.uk/scotrail/sites/files/pdf/caledonian-sleeper-map.pdf">La mappa del percorso da Londra alle High Lands</a></span></p>
<p><span style="font-size: 3pt; font-family: Verdana; color: #eeebeb;"><a rel="me" href="http://technorati.com/claim/mtunnxidah">Technorati Profile</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tra Pinhao e Porto: crociera sul fiume nella valle del Douro</title>
		<link>http://senzavolo.it/da-pinhao-a-porto-crociera-sul-fiume-nella-valle-del-douro</link>
		<comments>http://senzavolo.it/da-pinhao-a-porto-crociera-sul-fiume-nella-valle-del-douro#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 16:11:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
&#8220;&#8230; Questo è un fiume irrequieto. Un fluttuare di acque tra ripide e dislivelli. Lo puoi girare con crociere di qualche giorno o anche in poche ore. Quando sali a bordo su una di queste imbarcazioni, stretta meno di dieci metri e non più lunga di una sessantina di metri, vai a una velocità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://senzavolo.it/wp-content/uploads/2009/09/douroporto.jpg" alt="" title="" width="380" height="274" class="aligncenter size-full wp-image-1053" /><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><br />
&#8220;&#8230; Questo è un fiume irrequieto. Un fluttuare di acque tra ripide e dislivelli. Lo puoi girare con crociere di qualche giorno o anche in poche ore. Quando sali a bordo su una di queste imbarcazioni, stretta meno di dieci metri e non più lunga di una sessantina di metri, vai a una velocità di dodici nodi. Puoi spendere una cinquantina di euro o poco più. Vai a Pinhao e a Vila Nova da Gaia. Qui ti hanno spiegato che le sponde sono composte da terreni scistosi dove il calore dei raggi del sole viene trattenuto più a lungo che altrove. E per questo che il vino che si fa qui è buono come in poche altre parti del mondo. L’Unesco la considera patrimonio dell’umanità.<br />
Quando sei  su uno di questi battelli, ti rendi conto che hanno ragione quelli che ti dicono che il miglior momento per venire qui è quel periodo effimero compreso tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre, quando il sole scalda ancora con la struggente forza e passione di chi è consapevole che sarà l&#8217;ultima volta. Almeno per quest&#8217;anno. E&#8217; facile intravedere l’alacrità nelle <em>quintas</em> arroccate sulle scoscese pareti e le colline terrazzate. Qualcuno ti spiega come viene pigiato il vino, ti parla del mosto e ti racconta qualcosa in merito alla perfetta gradazione zuccherina . E parla dei <em>barcos rabelos</em> dei tempi andati. Alzi lo sguardo, verso il sole. Inutile interrogarsi sul mistero di queste particelle dorate di raggi che si trasformano in nettare e che finirai per bere, anche tu, seduto a un tavolo in legno questa sera stessa.<br />
Quello che ti sembra di vedere, dall&#8217;imbarcazione, più che un arcaica realtà è una moderna realtà organizzata e pure consapevole di essere osservata, visitata e ammirata. Per qualche strano sortilegio, per riascoltare, le voci di un tempo, per rivedere l’antico splendore di questo spazio dovrai aspettare la notte quando, nel piccolo saloncino della casa presa in affitto, attento a non svegliare la donna che ha scelto di stare con te, finirai per farti impressionare dai volti degli uomini che, quasi un secolo fa, misuravano se stessi con le acque di questo fiume e che ancora lo fanno in quel piccolo spazio vitale di un cortometraggio (<em>Douro, Faina Fluvial</em>) girato da Manoel de Oliveira e che un amico di queste parti ti ha prestato con un slancio di stupefatto affetto&#8230;&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>In libreria:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788806192075/pace-federico/senza-volo-storie">Senza volo, storie e luoghi per viaggiare con lentezza di Federico Pace</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Archivio:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://senzavolo.it/cat/frammenti">Leggi altri frammenti di viaggio</a></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Crociere sul Douro:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.douroazul.com">www.douroazul.com</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>Letture e visioni:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://www.imdb.com/title/tt0120809/"><em>O Rio do Ouro</em> di Paulo Rocha</a></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Douro,_Faina_Fluvial"><em>Douro, Faina Fluvial</em> di Manoel de Oliveira</a></span></p>
<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;"><strong>YOUTUBE:</strong></span><br />
<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; color: #000000;">Douro, Faina Fluvial di Manoel de Oliveira</span><br />
<object width="345" height="230"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/stAQVDaH6pM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/stAQVDaH6pM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="342" height="230"></embed></object><br />
<span style="font-size: 3pt; font-family: Verdana; color: #eeebeb;"><a rel="me" href="http://technorati.com/claim/mtunnxidah">Technorati Profile</a></span></p>
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